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Il racconto del Rotaract Appiano Gentile
“La nostra grande speranza non crolla, anzi cresce. Affermare la vittoria della vita sulla morte e ricostruire l’umano è ora il nostro compito qui”. E’ questa la risposta dei volontari che ad Haiti affrontano il dramma del terremoto.
Ambasciatrice di questa realtà umana, alla Conviviale di Club, giovedì 6 Maggio, presso l’’Hotel Manin di Milano, la Vice Presidente della Fondazione Francesca Rava: Mariachiara Roti, impegnata in prima linea nel fornire aiuti umanitari al contesto haitiano, attraverso medicine, cibo, ed operando nella ricostruzione di strade e di villaggi.
L’inevitabilità di ciò che è accaduto ha scosso i cuori di tutto il mondo ponendo l’uomo di fronte al sua dramma: la sua fragilità. Il dramma non è tuttavia tragedia. La tragedia si ha quando una costruzione frana e tutti i sassi, i pezzi di marmo, i pezzi di muro, crollano. E tutto nella vita diventa niente, è destinato a diventare niente perché di ciò che abbiamo vissuto nel passato, di ciò che abbiamo vissuto fino un’ora fa, fino cinque minuti fa, non esiste più niente di formato, di costruito, non esiste più niente. E questo è tragico. La tragedia è il nulla come traguardo, il niente, il niente di ciò che è. Mentre se di fronte all’azzeramento delle fatiche di una vita, rimane anche solo un briciolo di speranza, una volontà di ricominciare, si può parlare di dramma, ma non di tragedia. Il lavoro della Fondazione Rava ha voluto trasformare la tragedia di Haiti in un dramma. Ha portato la speranza in una terra che, pur abituata alla sofferenza, come delineato dal background storico del console generale di Haiti a Milano dott. Pasini, mai come ora ha avuto la necessità di una risposta urgente all’imprevisto che l’ha segnata.
Il Rotaract ancora una volta, ha voluto sostenere questa speranza. La risposta data, porta in sé una bellezza straordinaria, che è tale perché espressa attraverso la creatività. Ognuno dei singoli invitati alla serata, ha devoluto la sua offerta per acquistare uno o più mattoncini di “lego” simbolo di uno o più mattoni reali, donati per la costruzione di un nuovo edificio in Haiti. Al termine della serata, quella costruzione in lego, divenuta formalmente simbolo di un edificio, era il nostro dono di speranza.
Il Rotaract Appiano Gentile e delle Colline Comasche, ha voluto mettersi in gioco completamente, contribuendo con un gesto, senza dubbio più che simbolico; donando una somma di denaro finalizzata all’acquisto di una protesi, ha voluto dare speranza per la “ricostruzione” non di un edificio, ma ancora più a fondo, di un uomo. La coscienza quindi non di un solo aiuto materiale, ma oltresì di un aiuto umano, poiché la perdita di un arto o di parte di esso rappresenta per queste persone, un segno indelebile, sulla propria persona, del dramma vissuto. In questo gesto, di fronte ad una bellezza e ad una creatività del genere, ci si può fermare “al come siamo stati bravi” oppure domandarci stupiti cosa ci abbia mosso.
Riteniamo che la testimonianza della rappresentante della Fondazione Rava ci abbia aperti a delle domande decisive: “che speranza ci può essere per Haiti?”, “quale aiuto da parte nostra?”, provocandoci a stare di fronte a questo fatto estremamente drammatico da uomini.
Valeria Vittori
Rotaract Appiano Gentile